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È questo un itinerario che lascia senza fiato qualsiasi visitatore: dalle prime civiltà insediatesi sul suolo, la Toscana non ha più cessato di dare alla luce testimonianze di una creatività spesso unica al mondo. Negli edifici di culto romanici trionfa la bellezza metafisica tradotta col linguaggio del mondo sensibile. Si slanciano le chiese gotiche già alla fine del XII secolo, dove il verticalismo coincide con il favore dato alla luce. Nasce nel XII secolo un potere nuovo, quello delle autonomie comunali: si sollevano fieri anelli murari e palazzi civili. A Siena e Perugia, con Nicola e Giovanni Pisano, la scultura si fa arte guida, mentre nel cantiere della basilica di Assisi Cimabue e Giotto arrivano allo iato artistico che Vasari definisce "latino", in contrapposizione allo stile "greco" dei Bizantini che fino ad allora aveva dominato. Nella prima metà del Trecento fiorisce la grande scuola pittorica senese, con Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e i fratelli Lorenzetti. Palazzi nobiliari, magnificenti nell'idioma rinascimentale toscano e affacciati su piazze dalla studiata scenografia, incarnano gli ideali descritti nei trattati umanisti. Il Quattrocento è anche l'età del Perugino e di Piero della Francesca, dell'intenso Signorelli e del bizzarro Sodoma, e cede il passo ad un Cinquecento teatro degli ultimi grandi splendori toscani: un futuro vastissimo, quello della corte europea, spegne le luci sulle piccole realtà della regione. Eppure girando per paesi e città non mancano preziosi capolavori, prodotti sino ai giorni nostri. L'occhio avvezzo al passato, saprà riconoscerli.
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